REATI AMBIENTALI E RESPONSABILITA’ PENALE 231

a cura degli Avvocati
Renato Giugliano e Gianfranco Annino
(Patrocinanti in Cassazione)

Negli ultimi anni, l’impatto sull’ambiente delle attività industriali e del ciclo dei rifiuti è stato al centro di un vivace dibattito su scala internazionale.
Il fallimento delle politiche di moral suasion e, soprattutto, il crescere della sensibilità sociale - che ha preso coscienza dell’importanza della tematica ambientale connessa alla qualità della vita - ha portato i Paesi più industrializzati a dotarsi di sistemi normativi capaci di incidere con forza sui processi produttivi delle imprese e su uno sviluppo sostenibile fondato sulla salvaguardia dell’ambiente.
In tal senso, l’assetto normativo dei reati ambientali e la previsione della responsabilità penale della società (Decreto Legislativo 231/2001) obbligano l’impresa a precostituire, a monte, modelli organizzativi ed assetti di responsabilità idonei a prevenire reati (anche ambientali) nell’ambito dei processi gestionali e produttivi.
Nel configurarsi di tali ipotesi, ai fini della confisca è prevista la misura cautelare patrimoniale del sequestro preventivo, sia nella forma diretta verso il prezzo/profitto del reato, sia nella forma sussidiaria di somme e beni “per equivalente”. Sequestro per equivalente che può avere ad oggetto anche l’azienda stessa che, in tale ipotesi, previa nomina di un amministratore giudiziario proseguirà l’attività sociale sotto il controllo dell’Autorità Giudiziaria.
L’ampliarsi negli ultimi anni, ed in particolare dall’introduzione del Titolo VI bis nel Libro II del Codice Penale (“Dei delitti contro l’ambiente”, L. n. 68/2015), dell’area di rischio penale per le imprese con gravose implicazioni per la Società ed i suoi organi di vertice (sanzione, sequestro, confisca, interdizione), da un lato, e la copiosa giurisprudenza non sempre univoca, impongono al giurista una peculiare attenzione della materia al fine di offrire la più qualificata e tecnica difesa avuto riguardo alla fattispecie concreta ed ipotesi di reato.
L’iniziativa, intrapresa dagli Avv. Renato Giugliano e Gianfranco Annino, sarà quindi occasione di approfondimento e confronto su una tematica in piena espansione ma che pure rischia di ledere gravemente e, talvolta compromettere, la prosecuzione dell’attività sociale ed il prestigio dei vertici aziendali coinvolti.

Per informazioni, contatti e consulenza: